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Premio Andromeda a Santo Stefano Quisquina
S. Stefano Quisquina A Settimio Biondi e Mimmo Galletto il Premio Andromeda per talenti umbratili

La cerimonia di consegna avverrà il 16 agosto al teatro Andromeda. Il premio, alla sua prima edizione, vuole sottolineare come la visibilità, il successo e tutto il necessario per ottenerlo, spesso offuscano la qualità del prodotto

- 31/07/2014

Il premio Andromeda per talenti umbratili andrà a Settimio Biondi e Mimmo Galletto. La cerimonia di consegna avverrà il 16 agosto al teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina. Il premio, alla sua prima edizione, consistente in una scultura di Lorenzo Reina, vuole sottolineare come la visibilità, il successo e tutto il necessario per ottenerlo, spesso offuscano la qualità del prodotto che risulta molte volte di effimera consistenza, favorito solo da contesti di privilegio, siano essi politici, di gruppi di pressione o semplicemente da particolari capacità di autopromozione.

Il premio Andromeda vuole invece riconoscere quei talenti che rifuggono da tali scorciatoie e che preferiscono il margine, l'autoesclusione piuttosto che l'irretimento subalterno e compromissorio. Quei talenti che spiccano per profondità, originalità del loro sguardo sulla condizione umana del nostro tempo e del nostro territorio. Settimio Biondi e Mimmo Galletto hanno queste caratteristiche. Sono due intellettuali molto diversi tra loro per interessi e tragitti biografici, ma che hanno in comune la riluttanza verso smanceria, la cortigianeria e una vastissima produzione letteraria la cui profondità e originalità non è ancora colta adeguatamente.

In particolare Mimmo Galletto 'ha cantato con la sua opera, in profondo, lungo e largo, i nostri tempi, ha scoperchiato con i suoi versi potenti, intrisi di miele e fiele, la vita di questa nostra terra. Intellettuale scomodo perché libero senza parrocchie né chiese. Non appoderato. Ha coltivato la memoria e dato parole alle emozioni e ai sentimenti più profondi.'

Settimio Biondi ha coltivato la memoria della città di Agrigento, di una città schiacciata sul presente e dal presente, indicandoci da dove veniamo e come potevamo essere e non siamo e che potremmo diventare, solo che abbandonassimo, dietro ragione, le spinte di una cattiva spontaneità. Ha coltivato nella scrittura la magia dell'affabulazione, il mistero del linguaggio che non si limita a descrivere il mondo ma osa anche crearlo.

La cerimonia di consegna dei premi avverrà nel contesto di una serata evento intitolata 'Una vita che non sa di inganni' verso tratto da questa strofa delle Georgiche di Virgilio (Libro II): “Una pace sicura e una vita che non sa di inganni, ricca di beni diversi. Il riposo nei vasti poderi, nelle spelonche e nei laghi naturali. Fresche vallate amene muggiti di buoi e molli sonni al riparo di un albero".

La citazione virgiliana non è casuale, ma vuole riassumere lo spirito del luogo e dei protagonisti dell'evento. Il luogo è il teatro di pietra costruito da Lorenzo Reina e i protagonisti saranno lo stesso Lorenzo Reina, pastore scultore, e Alfio Antico pastore percussionista tra i i migliori del mondo. Radici e futuro: è questa la scommessa della Sicilia e del nostro paese. La nostra modernizzazione è avvenuta dall'alto, non come conquista ma imposizione, non come avanzamento ma smarrimento, non come raggiungimento di una maggiore libertà, ma come arbitrio e prevaricazione, non come bellezza, ma come consumo. Adesso non si tratta di mitizzare nessun passato, ma di innestare le soglie più ampie di libertà e di autoaffermazione oggi possibili sulle eredità migliori che abbiamo, eredità spesso violentate o nascoste.

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